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Come i più attenti di voi sanno, e come sa sicuramente chi ci segue su Facebook io, Viviana Albanese e Sarah Arenaccio stiamo scrivendo tre racconti a testa, con unico tema: gli anni novanta.
E, per me, gli anni novanta rappresentano tante cose, ma una su tutte, la musica.
L’articolo che segue lo scrissi anni fa nel mio vecchio blog (ei fu) e a sua volta è un estratto della mia tesi di laurea.

Infatti, quando mi laureai, decisi, spinta forse da istinti autodistruttivi, di presentare una tesi non banale, ma qualcosa che fosse la ciliegina sulla torta per finire degnamente i miei studi universitari. L’argomento potrà sembrare ridicolo ai più, ma ci studiai come mai avevo fatto prima, tanto che passai le notti precedenti la discussione con gli occhi spalancati per la tensione e la stanchezza.

Ricordo che quando mi presentai con il titolo alla professoressa, mi guardò come se fossi irrecuperabile; l’argomento infatti, sarebbero stati i videoclip e i trailer! Il titolo alla fine era piuttosto altisonante, almeno per salvare le apparenze: L’estetica breve come traduzione non l’avrebbe di certo confutato nessuno, non prima di aver capito cosa significasse, almeno.

Temetti fino alla fine che fosse un po’ troppo pop per i gusti della Sapienza, ma ricordo la commissione la accolse con una standing ovation che mi sorprese: forse erano stanchi delle tirate di teoria della traduzione che avevano ascoltato fino ad allora?

Il primo tra i video menzionati fu November Rain dei Guns ‘n Roses, un cult degli anni novanta, appunto.
Se non l’avete mai visto (ma vivete in un mondo parallelo, scusate?), eccovelo qua.

Io lo AMO fin da quando lo vidi un milione di anni fa, su uno di quei canali tv che c’erano una volta ed erano meravigliosi, tipo Music Box (altro ricordo tipico della nostra adolescenza).

Prima ancora di sapere chi fosse a cantare e suonare, mi innamorai del vestito da sposa di Stephanie Seymour, come ogni ragazza degli anni ottanta, credo, poi col tempo approfondii e infine riuscii a trovare il collegamento che mi permise di farne una discussione accademica (addirittura!).

gli anni novanta

Mi occupai dell’adattamento, dal racconto al video, perché durante le lezioni mi ero appassionata di traduzione intersemiotica, ovvero quella che avviene tra romanzi e film, per esempio. L’avrei solo personalizzata un po’.

Il video, tra i tanti che avevo scelto, fu girato nel 1991 da Andy Morahan, è un adattamento di un racconto breve scritto da Del James, giornalista musicale e scrittore americano autore di una raccolta di racconti intitolata The language of fear.
L’ultima scena, se avete la fortuna di vederlo nella versione completa e non con vari tagli, come quella che ho postato qui sopra, lo cita chiaramente.
Without you è una storia d’amore e musica, che ha per protagonista il cantante (…e tossico, e sex-addicted, pure alcolista, per non farsi mancare niente) Mayne Mann, che come se non bastasse è anche tormentato dal ricordo devastante della fidanzata Elizabeth, morta suicida a causa dei suoi continui tradimenti. In un crescendo di violenza e autodistruzione, Mayne si risveglia dal sogno dei bei momenti vissuti insieme a lei, fa di tutto per attenuare il dolore con espedienti vari ma, non pago, inizia a distruggere tutto quello che gli capita a tiro, perfino le sue amate chitarre. Il perfetto cliché del musicista dannato anni novanta poi lo fa così impazzire da lasciar cadere una sigaretta ancora accesa sulle lenzuola, che prendono fuoco.
Il racconto finisce con il protagonista finalmente felice, al pianoforte, che suona Without You, la sua canzone più famosa, la stessa che Elizabeth aveva programmato a ripetizione al momento del suicidio.
La stessa che Mayne aveva promesso di non ascoltare mai più.
Mentre le fiamme divorano la stanza, trova la pace.
Wow.
Deprimente al punto giusto, no?

L’amore che finisce

L’amore che finisce (nothin’ lasts forever) o che si trova in una fase di crisi (a love restrained), la separazione (do you need some time on your own), il tentativo di riconciliarsi (we still can find a way), sono temi classici della musica rock, ma qui diventano punto di partenza per una struttura narrativa molto articolata.

Molti appassionati e fan dibattono, partendo dagli anni novanta in poi, su quale sia il vero significato di questo video, riempiendo pagine e pagine di commenti su Internet con le interpretazioni più fantasiose, cercando di volta in volta di giustificarle citando scene, oggetti o espressioni degli attori. Il video è in due parti: durante il ricevimento di nozze inizia a piovere, tutti cercano riparo, ma la scena successiva si riapre con il funerale della sposa.

gli anni novanta perché la sposa muore in november rain

Il racconto di Del James diventa la chiave di lettura al videoclip. Partiamo dal gossip… Axl Rose e Stephanie Seymour. I due al tempo delle riprese del videoclip stavano insieme, proprio come i personaggi che interpretavano. Inoltre, è molto facile riconoscere nel rocker di successo, schiavo delle dipendenze e autore di una ballata romantica dal successo inaspettato e travolgente, proprio Axl Rose, o almeno la sua immagine pubblica. Per finire Rose scrisse la canzone che dà il titolo al video, mentre Mayne scrisse Without You nel racconto omonimo. È abbastanza chiaro che il video intende far sognare l’animo romantico del fan.

Nel racconto tramite alcuni flashback, seguiamo Mayne nel ricordo di quando Elizabeth lo scoprì mentre la tradiva con due donne (mica una!), episodio che diede il via alla loro separazione. Il racconto ci fornisce poi anche il resoconto dettagliato del momento in cui Mayne va nell’appartamento di lei e la trova senza vita. Queste scene non sono presenti nel videoclip: si passa di colpo alla messa in scena del funerale, benché alcuni indizi suggeriscono i motivi per cui la donna dovrebbe essersi uccisa.

L’amore e la morte.
Uno dopo l’altro, in rapida successione.
Quali migliori argomenti per accompagnare una canzone così struggente?

Il fan, disorientato dall’apparente mancanza di informazioni, cercherà nel video tracce nascoste, indizi che possano spiegargli quello che in apparenza non riesce a vedere.

Nella prima parte del video assistiamo alle nozze dei protagonisti, il ricevimento e i festeggiamenti, interrotti da un temporale: è il mezzo per permettere il salto cronologico che dalla gioia ci porta al dolore, con le immagini del funerale della sposa, girate nella stessa chiesa del matrimonio e in cui lei indossa ancora l’abito bianco.

sposa anni novanta november rain

Dall’espressione triste della sposa che sale in macchina dopo il lancio del riso, sembrerebbe di sì. L’ambiguità corrobora il fascino delle immagini e della musica, stimola la creatività e non pone mai fine al gioco delle interpretazioni. E la musica, segue i nostri dubbi e li enfatizza: la prima parte ha il sound della ballata romantica e coincide con le scene del matrimonio e dei festeggiamenti, la seconda ha un’anima rock e il suo spirito è tradotto da scene di disperazione al funerale della sposa. Ma se non ci fosse stata la citazione finale, sarebbe stato difficile se non impossibile colegare The Language Of Fear al videoclip e viceversa.

Il dramma: perché la sposa muore?

del james the language of fear anni 90

Oltre alla chiave finale, il regista si è “divertito” a disseminare indizi, non presenti nella narrazione fatta dallo scrittore, proprio per arricchire la sua opera e ampliarne la portata. Ad esempio, ad avvalorare l’ipotesi che la sposa si sia suicidata sparandosi alla testa, come accade nel racconto, vediamo che nella bara il capo della sposa è diviso da uno specchio: è una pratica utilizzata nei casi in cui parte della testa sia sfigurata o distrutta, come da un colpo di pistola, per far sì che nei funerali a bara aperta il defunto possa avere l’aspetto di sempre e restare nel ricordo dei suoi cari.

anni novanta la sposa muore

Nelle scene successive, vediamo Rose vagare nella notte e passare davanti a un negozio con l’insegna guns: potrebbe essere un riferimento al nome della band, correlato poi alle rose rosse che la sposa lancia nel bouquet alla fine del video (roses), ma in molti hanno pensato che questo potesse riferirsi al fatto che il protagonista fosse andato a comprare la pistola (che aveva in mano in Don’t Cry, altro video successivo a questo, e facente parte di una trilogia insieme a Estranged) per uccidere lui stesso la moglie, salvo poi fingere di pentirsene al funerale.

guns-anni-novanta

Le corone di fiori che contornano Axl Rose mentre piange sulla tomba in November Rain sono insolitamente disposti a formare la scritta hate che non ci si aspetterebbe vedendo un uomo che piange per amore.

november rain anni novanta hate

Questi, ma anche innumerevoli altri simboli hanno dato il via a dibattiti tuttora vivissimi.
Dagli anni novanta in poi, per citare alcune teorie, si crede che la sposa sia morta per polmonite in seguito alla “november rain” del titolo, o che l’abbia uccisa il personaggio di Slash che esce per primo dalla chiesa e fa un lunghissimo assolo lì davanti, per gelosia.
Oppure che sia scivolata e abbia battuto la testa il giorno delle nozze a causa del pavimento bagnato, o addirittura la scena in cui Rose si risveglia, a metà del pezzo, significherebbe che le nozze sono state solo un sogno e che lei è morta prima che potessero sposarsi.
Si scatenarono le fantasie più disparate! Come si può vedere quindi, il racconto ha dato la base al videoclip, ma questo dopo sedici anni vive ancora una fiorente vita propria, mentre Del James… non so bene che fine abbia fatto!

Morale della favola: mi piacerebbe davvero poter scrivere un racconto che si trasformi e resista al tempo, diventando un videoclip immortale…
Qualche rockstar sta leggendo, per caso?

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