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Quali sono stati i miei libri di febbraio?
Riparto con questa rubrica mensile riguardante le mie letture, esattamente dal punto in cui ho interrotto il mese precedente.
Visto il tema distopico e catastrofico di gennaio, mi ero ripromessa letture frizzanti, romantiche e stucchevoli, ma non è andata proprio così!

Avevo concluso gennaio a metà de “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood. E i primi giorni di febbraio l’ho finito… il mio commento, però, non è del tutto positivo.
Ci sono letture in grado di aprirci gli occhi e cambiarci la vita, ma non sono le stesse per tutti.
Sarò una voce fuori dal coro, se dico che “Il racconto dell’Ancella” di Margaret Atwood non mi ha fatto né caldo né freddo. Non mi ha trasmesso l’angoscia che avrebbe dovuto, le descrizioni mi hanno annoiata abbastanza, il fatto che l'”azione” sia ridotta al finale del libro, che poi si chiude, in pratica, con grossi punti interrogativi (ah, c’è un seguito in vista, dopo più di trent’anni 🤨) e con uno spiegone di poche pagine che cerca di riempire i buchi, no, Margaret, tu non puoi trattare così il tuo lettore. Scrivi senza dubbio bene, hai idee geniali, hai creato un mondo distopico che funziona, ma non me lo puoi raccontare così. Per me è no. 
Forse leggerò altri tuoi libri, ma non ora.
Aggiungo che venivo da una serie di letture distopiche che forse mi hanno affievolito l’effetto sorpresa. Chissà, se l’avessi letto un anno fa, forse avrei avuto un’opinione diversa. 

Che io ami Agatha, non è un mistero per nessuno, ormai.
Tra i miei libri di febbraio però, è entrata anche una rilettura, cosa che di solito non faccio mai. Ed è stato “Aiuto, Poirot!”, libro di cui sinceramente mi sembrava di ricordare poco e niente. In effetti, la trama l’avevo completamente dimenticata, ma ricordavo intere frasi a memoria! In ogni caso, sentirete di nuovo parlare di questo libro prossimamente su queste pagine… (si avvolge in un velo di mistero).

La mia parte romance di questo mese è stata rappresentata da due libri “frivoletti”, ovvero “Sorprendimi!” di Sophie Kinsella e “Ogni volta che sono solo con te” di Amabile Giusti. Del primo non vi parlerò affatto, perché l’ho abbandonato dopo le prime pagine, ed è la prima volta che mi succede con un libro della Kinsella. L’ho trovato noiosissimo e non avevo nessuna voglia di andare avanti, per cui mi sono appellata al mio diritto di lettrice e… bye bye! Invece il libro di Amabile Giusti mi è piaciuto abbastanza… in sostanza, una rilettura in chiave moderna de “La Bella e La Bestia”, anche se i personaggi li ho trovati un po’ più piatti e la trama più banale, se vogliamo, di altri suoi libri che mi sono piaciuti di più, come “Tentare di non amarti” e “C’è qualcosa nei tuoi occhi”. Bene, insomma, ma non benissimo!

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Un altro distopico, breve ma intenso, che comincia a far crescere l’ansia già dalle prime righe. Il mio primo approccio a Saramago, con “Cose“: prima o poi prenderò coraggio e affronterò un romanzo intero!
La premessa è ottima, intanto. Un bel giorno gli oggetti che circondano il protagonista iniziano ad “ammalarsi” e scomparire… dal divano al palazzo dei vicini, che cosa succederà al mondo e i suoi abitanti?

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Chandler non l’avevo mai considerato, lo ammetto! Ma col fatto che adesso ho Kindle Unlimited, sto spaziando un po’ i miei orizzonti (anche Saramago l’ho letto così) è stato una piacevolissima scoperta. Il titolo, poi, a mio avviso è stupendo: “Le perle sono una seccatura“.
La trama è molto semplice, per un giallo, ma l’ironia di Chandler e il suo stile mi sono piaciuti molto quindi, anche in questo caso, ritornerò! E leggerò un romanzo intero!

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Ed eccoci alla penultima lettura, quella per cui in assoluto ho impiegato più tempo, “Il signore delle mosche” di Golding.
Ecco la trama: “Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un’isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti.”
Devo dire che inizialmente mi sono addormentata più volte leggendo. Il libro parte lento, soprattutto perché Golding descrive le interazioni tra i personaggi, il posto in cui si trovano, ma pian piano… si entra in un turbine di emozioni che genera un’ansia indescrivibile, sulle orme del protagonista Ralph. Vedere la trasformazione di questi ragazzini è stato inquietante e spaventoso, soprattutto pensando che, se succedesse qualcosa di simile, potrebbe diventare tragicamente vero.

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Ora sto leggendo, invece, un altro libro inatteso. “Amica mia” di Mariama Bâ , una lunga lettera (il titolo originale è in fatti “Une si longue lettre”) della protagonista alla sua amica. Questo libro mi ha “trovata” per puro caso e in un modo davvero insolito… che vi racconterò la prossima volta!

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E voi, cosa state leggendo, avete letto, leggerete?

Sono a 9/50 libri della mia reading challenge 2019 di Goodreads.

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