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Quali sono stati i miei libri di gennaio?
Tempo fa, quando avevo ancora il vecchio blog, avevo tentato di fare un recap delle mie letture singolarmente e postare la recensione man mao che andavo avanti. Poi, mi capitò un libro tremendo, che annunciai che avrei letto quel mese ma non riuscii a finire che… molti mesi dopo. E tra le lacrime, tra l’altro: non perché fosse particolarmente commovente, ma perché il finale mi fece ridere a crepapelle. Un thriller che fa ridere, però… non è che sia proprio un vanto, diciamocelo.
Ovviamente non dirò quale fosse. Sicuramente non vedrete il nome dell’autore tra le mie prossime letture, questo è certo.

Ho deciso di riprovare, condividendo le mie letture del mese con una breve recensione. Probabilmente non parlerò di tutti i libri che leggerò, nel corso dell’anno, ma solo di quelli su cui, effettivamente, sentirò di avere qualcosa da dire.

I miei libri di gennaio sono stati votati alla distopia e al pessimismo.
Non so esattamente perché ho scelto questo argomento, ma vi assicuro che non è stato affatto facile leggere, di seguito, tutti libri così angoscianti. Sicuramente non lo farò mai più.

“Stoner” di John Williams

Che tristezza, ragazzi. 
Non avrei mai continuato a leggere questo libro se non fossi stata praticamente “obbligata” da Viviana Albanese e Sarah Arenaccio. In ogni caso le ringrazio, perché è un libro scritto benissimo, ma mi sono resa conto che spesso il motivo che mi spingeva ad andare avanti era la rabbia. Rabbia verso Stoner, che accetta passivamente la sua vita senza MAI cercare di cambiarla, verso la moglie che fa la stessa identica cosa ma sfoga tutte le sue frustrazioni su di lui, tentando di farlo impazzire. La vita di William Stoner ha tutte le potenzialità per diventare qualcosa di più, qualcosa di meglio, ma… non lo fa.
E sebbene leggendo si capiscano le motivazioni profonde delle sue azioni, difficilmente si riesce a perdonarlo. Perché a volte non agire per non fare del male agli altri può diventare l’azione peggiore che potremmo mai fare.
Eppure, nonostante tutto, alla fine non sono riuscita a odiarlo, perché l’ho riconosciuto: tutti siamo stati William Stoner, almeno una volta nella vita, per le ragioni più disparate: lo consiglio, quindi, a chi non ha paura di trovarsi faccia a faccia con se stesso. 

P.S. Nella postfazione, Peter Cameron dice qualcosa che ho pensato durante tutta la lettura: chissà come sarebbe leggere la stessa storia dal punto di vista della moglie? Secondo me, una scoperta davvero molto molto interessante…

“La fattoria degli animali” di George Orwell

Non so davvero cosa commentare.
La mia recensione di certo non aggiungerà né toglierà nulla ai fiumi di parole già detto e scritti su questo libro. Mi chiedo come Orwell possa aver inventato modi tanto semplici e insieme così ingegnosi per esprimere il suo pensiero, questo sì. Ma mi chiedo anche, e me lo sono chiesto in ogni singola pagina, come l’uomo possa essere invariabilmente così idiota da riuscire mai a migliorare, imparando dai suoi errori. Anzi, tendiamo sempre a fare proprio il contrario.
La storia è quella di una fattoria inglese: gli animali si ribellano ai soprusi subiti dal padrone e lo cacciano, organizzandosi per gestire tutto da soli. Così, pensano, nessuno li sfrutterà e potranno vivere in libertà e uguaglianza. Non hanno fatto i conti, però, con i maiali…
Un libro che sembra stato scritto ieri pomeriggio, e non decenni fa. Ovviamente lo consiglio a tutti: spero che questa storia riesca ancora a sconvolgervi.

“Gli animali sono tutti uguali… ma alcuni sono più uguali di altri.”

“Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Sicuramente non si tratta di un libro distopico, ma essendo realtà è stato molto, molto peggio. L’ho letto perché era in programma tra le letture del Circolo dei Lettori di Cannara, che seguo e alle cui riunioni partecipo spesso. Di questo libro, che non avevo colpevolmente mai letto prima d’ora mi ha colpito il fatto che non ci fosse nessuna dichiarazione eclatante, nessun sentimentalismo, nessuna emozione apparente.

“I russi arrivarono mentre Charles e io portavamo Sómogyi poco lontano. Era molto leggero. Rovesciammo la barella sulla neve grigia. Charles si tolse il berretto. A me dispiacque di non avere berretto.”

Oggi, 72 anni fa, finì la prigionia di Primo Levi nel campo di concentramento di Auschwitz. Purtroppo non si tratta di una storia inventata, di un romanzo che indugia in facili commozioni, anzi. Difficilmente ci viene raccontato cosa provano i prigionieri, lo vediamo quasi esclusivamente tramite la narrazione dei fatti. Fatti agghiaccianti e successi davvero: ed è questo che continui a ripeterti durante la lettura… è successo davvero. 
Non ho altre parole per commentare questo libro.

““Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento,poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso; tale quindi, che si potrà a cuor leggero decidere della sua vita o morte al di fuori di ogni senso di affinità umana; nel caso più fortunato, in base ad un puro giudizio di utilità.
Si comprenderà allora il duplice significato del termine “campo di annientamento”, e sarà chiaro che cosa intendiamo esprimere con questa frase: giacere sul fondo.”

Tra gennaio e febbraio: lettura ancora in corso.

Mi sono accorta ora di aver letto, o star leggendo, la maggior parte di libri con copertine rosse. Non che questo abbia un senso, ma è una curiosa coincidenza. Il mio prossimo è “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood. Sono già a metà, ma per il momento tengo per me ogni commento. Il libro successivo sicuramente sarà una storia d’amore eterea e svolazzante, perché altrimenti non finirò più di deprimermi! La trama del libro in corso è questa:
“In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.”
Capite bene che non sarà una passeggiata!

E voi, cosa state leggendo, avete letto, leggerete?

Sono a 3/50 libri della mia reading challenge 2019 di Goodreads.

2 thoughts to “I miei libri di gennaio

  • silvia

    Anch’io ho letto tre libri a gennaio: “la ragazza del convenience store” bello, “lacci” di domenico starnone molto bello, “guida sentimentale per camperisti”di erica barbiani così così. Adesso sto leggendo “i formidabili frank” e devo spicciarmi a finirlo perché mi scade il prestito domani!
    Stoner a me era piaciuto. Mi immedesimo facilmente negli inetti 🙂

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    • arianna ciancaleoni

      Li hai letti tutti con MLOL? Stamattina sono riuscita a sincronizzare il mio vecchissimo lettore IBS e sono la persona più felice del mondo! Ci ho messo una settimana perché non mi prendeva più la connessione a Internet. Comunque anche io mi sono immedesimata con Stoner, credo che sia per questo che a un certo punto l’ho odiato con tutte le mie forze, e QUASI capivo la moglie.

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