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Questo racconto di viaggio è stato pubblicato per la prima volta nel mio vecchio blog (ei fu…) il 13 agosto del 2014. Avevo iniziato da pochi mesi a raccontarmi, pubblicando a puntate “Lacrime di cioccolata“. La versione di allora non esiste più, è stata sostituita da quella riveduta e corretta che ho reso disponibile poi, a ottobre dello stesso anno. Il titolo originale era “Agosto, io ti amo, ma oggi ti tradisco”. 

Stamattina partiamo per un viaggio invernale: amo agosto e l’estate, odio l’inverno, ma in alcuni casi ho scoperto che può essere anche piacevole un breve viaggio sottozero.

Siete mai stati in Trentino? 

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A Bolzano e dintorni ho avuto la fortuna di soggiornare più volte.
Come avrete immaginato, preferisco posti di mare, ma mi sono adattata anche alla montagna (è chiaro, con molti sacrifici e sofferenze, come vedrete a seguire).
La base scelta per tutti i nostri spostamenti tattici è stata Caldaro, un piccolo paesino sulla cosiddetta Strada del Vino (che non guasta). Inutile dire che essendoci trovati da quelle parti sempre nel mese di dicembre, era piuttosto freschino, con punte di -8°C per cui consiglio di vestirsi e non lasciare neanche un millimetro di pelle scoperta!

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Vedere le stalattiti scivolare giù, colpite dal sole accecante che non riscalda ma rifrange la luce tutto intorno, è stato sorprendente. Ma ancora più mozzafiato è stato arrivare a Ortisei e vedere quanto il ghiaccio possa essere spettacolare, come se il tempo si fosse fermato nel momento in cui l’acqua esplodeva.

Non conoscevo Ortisei e ne sono rimasta piacevolmente colpita. Serve fiato, per girare le sue ripide stradine, ma alla fine lo sforzo vale la pena, soprattutto se sono spolverate di neve, come quando le abbiamo scoperte noi.

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Posso dire ciò che voglio, ma l’acqua mi affascina sempre, in tutte le sue forme. Che sia ghiaccio che si cristallizza e ci lascia vedere attraverso, che sia il mare infinito in cui immergere i piedi e tremare di freddo, ma è indescrivibile il sogno di emergere solo gli occhi fuori dall’acqua bollente e oltre il vapore circostante, vedere la neve tutta intorno. Senza una macchina fotografica a disposizione, accontentatevi delle mie parole per entrare nell’atmosfera delle Terme di Merano.
Si inizia così: una bellissima passeggiata lungo il Sentiero di Sissi, tra panorami sconfinati, piccoli orti botanici, salite e discese in armonia coi monti circostanti.

Abbastanza stanchi del cammino, a seconda del grado di resistenza o di quello di curiosità, si scende arrivando a quello che per me rappresenta il cuore di Merano, ovvero le magnifiche Terme.
Immaginate di stendervi sulle sdraio direttamente in acqua, mentre il vapore vi accarezza e fuori fa una temperatura indicibile e impensabile; ma il sole continua a coccolarvi e bruciarvi anche un po’ la pelle.
Immaginate di restare finché le luci tutto intorno non si accendono e si fa completamente buio. Immaginate di nuotare sott’acqua e sentire la musica anche lì.
Poi uscite, nel gelo di Dicembre, dove ad accogliervi ci sarà una via infinita punteggiata di luci, con i Mercatini di Natale che vi attirano con persistenti profumi di cannella, cioccolata e vin brulè. Ecco, adesso potete assaggiare uno strudel o una fetta di Sacher e anche il vostro stomaco si sentirà in paradiso.

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Se dell’acqua non ho paura, l’altezza mi terrorizza. Per me è stato veramente angosciante prendere la funivia per arrivare a Renon. Sorvolerò (è proprio il caso di dirlo) sulle mie ansie varie, per mostrarvi alcune foto che francamente non ricordo neanche di aver scattato, tanto ero paralizzata al centro della funivia.  Tutto ciò per arrivare in uno splendido posto, per fortuna. Nel cuore delle Dolomiti, ancora passeggiando laddove la natura somiglia tanto ai cartoni animati che vedevamo da bambini. Una delle attrattive più note di questo posto solo le cosiddette Piramidi che, persa com’ero per i sentieri da favola, sono riuscita a fotografare solo attraverso un albero.

E poi, è tutto un girare. Un girare senza sosta, perché dovunque gli occhi vadano a posarsi, ci sono spazi infiniti che mai si possono immaginare, e l’aria ti sferza il volto con una potenza che lascia scendere anche qualche lacrima. Commozione? Gelo? Chissà!

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Ebbene sì, manca qualcosa. Non potrei tralasciare la parte culinaria di quest’avventura, anche perché è stata piuttosto notevole! Caldaro, ma anche i paesini circostanti, sono disseminati di ristoranti, birrerie e locali tipici, caratterizzati da porzioni e sapori fuori dal comune. Gustare i canederli o le infinite varietà di wurstel e crauti da queste parti sembra banale e scontato. Girare per mercatini e comprare per pochi euro un panino con i semi di finocchio o un bretzel farcito con speck e formaggio filante è qualcosa di ipnotico, che da assuefazione. Come resistere al secondo?

Dopo tutti questi ricordi prettamente invernali mi viene quasi da augurarvi un buon Natale, ma ancora manca un po’ di tempo… per fortuna! 

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