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Ebbene sì. 
Se a uno scrittore famoso è richiesto di scrivere con tempi stretti, essere affascinante alle presentazioni e fare qualche comparsata alle interviste televisive, lo scrittore self alle prime armi deve essere una sorta di Mary Poppins ed Eta Beta shakerati insieme, e soprattutto deve essere ovunque.
Per ovunque intendo principalmente garantire la sua presenza online (che al giorno d’oggi va molto di moda), ma anche offline. Deve avere il dono dell’ubiquità.

Della parte online abbiamo parlato abbondantemente nelle puntate precedenti: ce l’hai una pagina Facebook? Instagram? Twitter? Un account Wattpad? Goodreads? Anobii? Un sito internet, un canale YouTube? Una persona normale non riuscirà mai a garantire qualità e contenuti continui su tutti questi canali, quindi la cosa giusta da fare è sceglierne un paio, al massimo tre, quelli su cui ci troviamo meglio e più sicuri, e cercare di dare il meglio. Oppure assumere un’agenzia di comunicazione totalmente alle nostre dipendenze. Se siete milionari, fatelo senza remore!

Oggi parliamo della parte offline, che come qualcuno di voi saprà, mi piace moltissimo. Parlando con altre autrici come me, ieri mi sono resa conto di una cosa: ho fatto presentazioni in sale comunali, ristoranti, pub, mercatini, in cima alla montagna, ai premi letterari, all’isola Tiberina, all’università, in carcere, nelle scuole, in una vineria, in teatro, in un locale che fa solo tiramisù, ma MAI IN UNA LIBRERIA. 
Se fossi un’autrice famosa, sarebbe una cosa stranissima.
Ma sono un’autrice self, e non lo è affatto. 
Non che io non abbia chiesto, eh.

Il primo consiglio che vi posso dare se siete autori self e quindi non avete una casa editrice d’appoggio è BUTTATEVI. Rompete le scatole, chiedete non appena intravvedete uno spiraglio, proponetevi laddove pensate di essere adatti, chiedete informazioni, non abbiate paura. 
La paura finirà dopo la prima presentazione e ve lo dico io che fino a qualche anno fa ero una timida patologica che non chiedeva neanche indicazioni per strada. 

Il secondo consiglio è: se avete paura di presentarvi da soli, fatelo in gruppo. Non è possibile che non conosciate nessuno che scrive (anche statisticamente, in Italia…). Chiedetegli di fare una presentazione insieme, organizzate qualcosa da qualche parte e chiamate qualcuno che vi possa presentare e introdurre. Non lo direste mai, ma funziona. Ho avuto la fortuna sfacciata, lo ammetto, di fare la mia prima presentazione in assoluto con una scrittrice molto famosa in Italia e da lì il ghiaccio si è rotto. Ma mi è capitato di fare presentazioni anche, e molto spesso, con due scrittori della mia zona che scrivono generi molto diversi dai miei ed è sempre andata benissimo. 
D’altra parte, l’unione fa la forza, no? 

Terzo consiglio, e poi mi fermo: capiterà che alla vostra presentazione ci siano diecimila persone che faranno a botte per entrare, o che ci sia solo vostra madre e un passante. Ma se quel passante fosse un importante agente letterario, un editor di una casa editrice internazionale o Ken Follett abilmente camuffato? 

Comportatevi sempre come se fosse la presentazione più importante della vostra vita: professionalità, carisma e serietà, in questo mondo caotico, portano ancora da qualche parte, ve lo assicuro.

N.B. Qualche giorno fa sono andata in una libreria vicino casa e ho visto che a metà settembre ci sarà una presentazione di un libro edito da una casa editrice notoriamente a pagamento. Cosa farò, secondo voi, non appena tornerò dalle vacanze? Se ci sono loro, perché non io?


il dono dell'ubiquità

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