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Eccoci arrivati all’ultima puntata delle “Tecniche di Sopravvivenza per Autori Self”.
Ringrazio tutti quelli che hanno interagito, commentato, discusso con me in questa rubrica. Soprattutto le ammistratrici del gruppo È scrivere – Community per scrittori che mi hanno permesso di pubblicarla in anteprima ogni lunedì mattina.
Spero che sia servita a qualcosa! 😊

Ho deciso di chiudere con due domande, due temi di cui sento spesso parlare tra i self e gli autori in generale e di cui mi piacerebbe discutere insieme a voi.

L’autore self è uno scrittore? E l’autore emergente? E come si distingue un autore emergente da uno scrittore vero e proprio? Quando si finisce di essere esordienti? E soprattutto, davvero ci preoccupano così tanto le definizioni?

Quattro anni di esperienza come autrice self forse non sono un curriculum abbastanza ricco per dare una risposta a queste domande, ma come ho sempre fatto in questi mesi, vi fornisco la mia versione dei fatti. 
Passo gran parte delle mie giornate scrivendo.
Oltre a farlo, in parte, anche per lavoro, lo faccio perché è la cosa che mi piace e mi appassiona di più.
Quando non scrivo, leggo.
Quando non faccio nessuna di queste due cose, immagino le prossime storie, fantastico su cosa potrei scrivere, dire, fare, le collaborazioni che potrei metter su, gli eventi, le presentazioni. Tutto quello di cui vi ho parlato in questi mesi. Spesso sento dire che il vero scrittore è quello che lo fa di professione, ovvero quello che ha come unico introito i suoi guadagni letterari. Non rientro certamente in questa categoria. Ma è solo questa l’unica discriminante per definirmi o meno una scrittrice?

Ci si può pentire di aver pubblicato come autori self? 

Ho notato spesso, nei forum e nelle discussioni online, che i self sono snobbati a priori, insultati spesso gratuitamente e tacciati di essere gli scarti delle case editrici. Premesso che i pregiudizi non sono mai una bella cosa e per giudicarmi devi almeno leggermi, questi commenti possono far male a un autore che si proponga per la prima volta a un gruppo di lettori.

In generale, ecco CINQUE MOTIVI PER CUI NON PUBBLICARE COME AUTORE SELF:

  1. Se in realtà sogni di essere pubblicato da un editore: se è questo quello a cui ambisci, il self per te è solo un ripiego, e quindi, un errore. È davvero rarissimo che un editore ripubblichi qualcosa di già edito come self, quindi punta direttamente al tuo obiettivo.
  2. Se pensi che il self sia gratis: dovrai investire tutto il tuo tempo a disposizione, pagare professionisti, avere sempre il controllo della situazione e gestire tutto. Il self non è gratis, l’editoria tradizionale sotto questo punto di vista è molto più economica.
  3. Se pensi di far prima: sicuramente non dovrai attendere anni perché un editore ti risponda, ma sei sicuro che vedere il self publishing come il modo per pubblicare un libro al mese sia la scelta giusta? Riuscirai a garantire un prodotto di qualità in tempi così ristretti?
  4. Se hai paura delle recensioni negative, o di essere attaccato. I lettori, soprattutto sui social, si prendono molte più libertà nel criticare i self rispetto agli autori editi dalle CE: è un dato di fatto. Non avrai la casa editrice a proteggerti, e si riverseranno su di te le critiche al tuo libro più tutte quelle alla categoria dei self. Pensaci, prima di scoppiare in lacrime alla prima recensione a una stella (e arriverà, stanne certo…)
  5. Se sei pigro, non hai voglia di sbatterti ogni santo giorno per promuoverti, se pensi che il libro si venderà da solo, non ti piace parlarne e vuoi fare solo lo scrittore e basta (eh 🙄… in bocca al lupo!).

– FINE –

E dal prossimo lunedì… Come al solito #ChiPuòDirlo! 😂

e se poi te ne penti?

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