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Ovvero, 5 regole che ogni self (e non solo) dovrebbe seguire se vuole pubblicare il suo libro. 

1 – Scrivi come la grammatica italiana comanda.
Forse è il consiglio più stupido da poter dare a un autore, o più generalmente a una persona che si cimenti con la scrittura, ma gli errori ortografici e grammaticali sono un’epidemia diffusa, soprattutto sui social, ed è buona norma evitarli. L’antidoto è, prima di tutto, il correttore ortografico (è gratis!), poi una rilettura attenta di ciò che si scrive, meglio se dopo un po’ di tempo, e una rilettura da parte di un’altra persona. La cosa migliore sarebbe, ovviamente, rivolgersi a un professionista, che avrebbe probabilmente tolto tutti gli avverbi in -mente di questo paragrafo, per esempio. 🙄
La prima delle critiche che vengono mosse ai self è proprio questa: gli errori. Per cui, stai attento, è davvero facile essere bollati per sempre. Soprattutto, come mi è capitato di vedere, se gli errori sono proprio nella sinossi del libro.
Poi non ti lamentare se nessuno lo compra.

2 – Se vuoi partecipare, segui i regolamenti.
I gruppi sono una risorsa fantastica per chi voglia conoscere persone con gli stessi interessi. Ma sappiamo tutti benissimo che molti autori (ebbene sì, soprattutto self) li usano solo ed esclusivamente per spammare senza ritegno e poi sparire. A parte il fatto che non vedo come potrebbe interessarmi un post con un link al tuo libro se a) non so chi sei e non ti ho mai sentito nominare prima, perché non hai mai interagito nel gruppo; b) non capisco di che genere si tratti, non so di cosa parla, non mi lasci neanche uno spunto per fantasticare; c) arrivi solo per lanciare i post, tutti uguali, in trenta gruppi e mi vedo la tua stessa pubblicità trenta volte in un giorno.
Esistono gruppi spam e va tutto bene, ma esistono gruppi in cui si fa anche molto altro e per interagire con un minimo di correttezza basta fare una cosa: leggere il regolamento e seguirlo. Non è mai molto carino, farsi riprendere dagli amministratori o bannare al primo post.

3 – Non violare il copyright. 
Durante questa settimana ne abbiamo parlato nel gruppo. Molti self usano dei “prestavolto” per impersonare i personaggi del proprio libro. Personalmente, non ci vedo nulla di male, in linea generale, perché le card diventano come i trailer dei film, incuriosiscono i lettori e “danno un volto” ai personaggi di carta. Come lettrice, non mi piace troppo che l’autore mi mostri il personaggio perché tanto me lo immagino lo stesso come piace a me, ma capisco benissimo chi lo fa. Detto ciò, si deve stare attenti al copyright delle foto: foto di attori, cantanti, gente famosa in generale, non può essere usata a meno che non abbiate pagato chi detiene i diritti. Altrimenti si usano immagini free, che si possono trovare su molti siti come pixabay.com per citarne uno. Magari nessuno vi dirà mai nulla in merito, ma di nuovo: poi non ti lamentare.

4 – Regali come se piovesse? 
Stessa cosa, per il regolamento dei giveaway. Non è possibile organizzare sulla propria pagina concorsi, contest, giveaway come se non ci fosse un domani e soprattutto senza leggere i regolamenti. Ora non vi linkerò nessun articolo con le leggi in merito, anche perché cambiano di continuo e quindi vanno studiati, prima di organizzare qualunque cosa. È un duro lavoro, ma. Idem come sopra.

5 – Rispetta i blogger. 
Ho visto, ultimamente, moltissimi video di blogger e di youtuber a tema “libresco” che si lamentano dei self. Sapete perché? Vi riassumo le principali lamentele: inviano cose a caso, senza neanche aver visto una pagina del blog, un video, o comunque le informative per le richieste di recensioni; scrivono sbagliando i nomi dei destinatari; non inviano le info richieste, mandano e-book a chi vuole solo cartacei o viceversa; non controllano i generi trattati; scrivono e-mail raccapriccianti e piene di errori, scortesi, senza neanche sapere bene a chi stanno scrivendo. È tutto vero. Basta cercare su google “non recensisco autopubblicati” per scoprire un mondo.

Poi non ti lamentare, ancora, se i self sono snobbati da tutti.

poi-non-ti-lamentare

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