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Per un periodo della mia vita ho fatto training autogeno.
Siccome probabilmente sono matta, a me il training autogeno metteva più ansia, quindi dopo un po’ ho messo. L’unica cosa che ricordo è che il dottore mi raccomandava in continuazione: “Respiro lento e regolare. Lento e regolare. Lento e regolare.”
Penso che ogni scrittore dovrebbe ripetersi questa frase ogni giorno, come se facesse training autogeno (o magari fatelo davvero, se a voi fa bene).
Lento, perché dovete calibrare bene tutto quello che scrivete, pensarci su e far decantare l’idea per un po’ per vedere se funziona, rileggere, far rileggere.
Regolare, perché è l’unico modo per far diventare la scrittura qualcosa di più che un semplice hobby. L’esperienza del NaNoWriMo* mi ha insegnato che la costanza è vincente in qualsiasi progetto di scrittura.
Purtroppo, non è affatto facile fissare un obiettivo e portarlo a termine con le tempistiche che immaginavamo.
D’altronde, nessuno ci ha mai detto che fare lo scrittore sarebbe stato facile, immediato, come bere un bicchiere di birra fresca.
Sicuramente ognuno di noi ha una famiglia, amici, altri hobby, la sera ha voglia di stravaccarsi sul divano a guardare una serie TV in santa pace o rilassarsi come vuole. Ma quando scriviamo, allora?
La regolarità serve a ritagliarci uno spazio dedicato, che sia anche 15 minuti al giorno o magari un’ora, da dedicare tassativamente a questa attività. Se pensate che siano pochi, calcolate che in una settimana, 15 minuti diventano quasi due ore. E tra aver scritto due ore in una settimana e non averlo fatto, be’, c’è differenza.

Se leggere un libro può essere veloce e divertente, o lento e macchinoso, indubbiamente lo scrittore ha sgobbato dietro a quelle pagine.
Detto ciò, qualsiasi persona abbia scritto qualcosa merita rispetto.
Anche l’autore che sta avendo successo più di te, anche quello che partecipa allo stesso concorso. Forse le conoscete già, ma ci sono competizioni che prevedono che gli scrittori si giudichino tra di loro, e solo quelli che superano questa selezione passano alla fase successiva. Bene, ho partecipato un paio di volte e ho ricevuto recensioni di questo tipo:

– **/5 – Mi è piaciuto, ma non del tutto. Questo argomento del lavoro è ormai logoro e non interessa più. Anche se sembra scritto bene.
– **/5 Difficile da valutare e argomento altrettanto difficile da trattare viste le difficoltà economiche del momento.

Solo io ci vedo dietro qualcuno che voleva danneggiare la media senza motivo? O gente schizzata che non ha nemmeno capito di cosa parlasse il romanzo? Immagino sia capitato a tutti voi. E non v’è piaciuto. Perché allora continuate a farlo agli altri? 😳

Dunque, siate lenti. E soprattutto REGOLARI.

*Non sapete cosa sia il NaNoWrimo? È un “evento” fantastico che ho avuto modo di approfondire grazie a Leah Weston. In sintesi: migliaia di scrittori in tutto il mondo si mettono insieme, suddivisi per “cabin”, e per un mese scrivono fitto fitto, fino a raggiungere l’obiettivo che si erano prefissi. Gli obiettivi si scelgono in totale libertà, nessuno controlla che effettivamente si sia scritto quello che si dichiara, ci sono strumenti per monitorare l’andamento, ognuno scrive quel che vuole, ma tutti insieme ci si scambia opinioni, consigli, si fanno sfide. Insomma, una cosa divertente e stimolante. Da provare: ci sono sessioni ad aprile e luglio ogni anno. Poi a novembre c’è una sfida più impegnativa: 50mila parole tassative in un mese. 

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